Il testo definitivo del decreto Milleproroghe pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2020 ha disposto all’articolo 13, comma 13, la sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche ad uso non abitativo prevista dall’articolo 103, comma 6, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, prorogandola sino al 30 giugno 2021 limitatamente ai provvedimenti di rilascio adottati per mancato pagamento del canone alle scadenze e ai provvedimenti di rilascio conseguenti all’adozione, ai sensi dell’articolo 586, comma 2, c.p.c., del decreto di trasferimento di immobili pignorati ed abitati dal debitore e dai suoi familiari.

Il provvedimento in esame, come emerge dalla lettura della norma, blocca i provvedimenti di rilascio degli immobili (anche ad uso non abitativo) solo se la procedura è stata avviata a causa del mancato pagamento dei canoni di locazione e quelli che conseguono all’adozione del decreto di trasferimento di immobili già pignorati che però sono ancora abitati dal debitore e dai suoi familiari.

In un momento di crisi economica come quella che sta attraversando il nostro Paese con la chiusura, anche di molte attività commerciali, è sempre più difficile onorare il pagamento di un canone di locazione.

Il mancato pagamento del canone di locazione, infatti, può innescare quel procedimento giudiziario previsto appunto dalla legge, c.d. sfratto per morosità, attraverso il quale il proprietario dell’immobile può ricorrere al Giudice competente per ottenere un provvedimento di rilascio dell’immobile e, di conseguenza dare lo sfratto all’inquilino moroso.

In questa fase delicata però, il decreto Milleproroghe, ha previsto il blocco degli sfratti, impedendo così al proprietario dell’immobile di mettere in esecuzione il provvedimento del giudice per ottenere il rilascio dell’immobile da parte dell’affittuario fino al 30 giugno 2021.

Prima di questa data, tuttavia, nonostante il blocco degli sfratti, il proprietario dell’immobile può comunque, avviare la procedura di richiesta di sfratto per morosità depositando, tramite il proprio legale di fiducia, presso il Tribunale competente, l’intimazione di sfratto per morosità e contestuale citazione per la convalida.

Il Giudice fisserà un’udienza per la comparizione delle parti e in quella sede, salvi ulteriori diritti delle parti, il Magistrato emetterà un’ordinanza di convalida dello sfratto, ossia un provvedimento che autorizza il proprietario dell’immobile a pretendere che l’affittuario liberi l’immobile.

Tale pretesa, però potrà essere avanzata dal proprietario solo dopo il 30 giugno c.a., recandosi dall’Ufficiale Giudiziario competente per mettere in esecuzione il provvedimento del Giudice e quindi procedere a far liberare l’immobile all’inquilino.

Dunque, nei primi sei mesi dell’anno corrente può essere attivata la procura davanti al Tribunale per assicurarsi l’emissione di un provvedimento del Giudice che permetta l’esecuzione dello sfratto così da poter procedere, senza ulteriori ritardi alla liberazione dell’immobile a partire dal 30 giugno 2021.

 

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